Bibliothèque mondiale du cheval

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Trattati di mascalcia attribuiti ad Ippocrate / IPPOCRATE, 1865
Trattati di mascalcia attribuiti ad Ippocrate, tradotti dall’arabo in latino da maestro Moisè da Palermo, volgarizzati nel secolo XIII, messi in luce per cura di Pietro Delprato, corredati di due posteriori compilazioni in latino e in toscano e di note filologiche per cura di Luigi Barbieri. / IPPOCRATE , [IPPOCRATE indiano?] , PALERM Moisè DA , DELPRATO Pietro et BARBIERI Luigi
: Bologna , Gaetano Romagnoli, 1865
: 1 vol.
: CXXIX-301 p.
: 24 cm
Italien, Latin

: Art / Histoire

« Nell’ evo medio in Italia i cultori della medicina degli animali divennero padroni dei libro antichissimo delle mascalcie, il quale correva sotto il nome di Ipocras od Ippocrate, libro che da molti si ritenne originariamente dettato in sanscrito, e traslatato poscia in arabico o greco. Diffuso e conservato coi nome dell’ immortale medico di Coo, andò salvo e sorvisse all’ infausto decimo secolo non solo, ma fu cagione clie diversi scritti d’Ippiatrica, appartenenti ad un Ippocrate Greco, venissero successivamente pubblicati insieme alie opere dei venerato fondatore della medicina.
I trattati delle mascalcie, come dichiara il loro autore, vennero dall’ India « Sur l’Inde, voyez Śālihotra . » Bibliothèque Mondiale du Cheval , ferace culla della famiglia animale, scaturigine ricercata delle scienze più arcane, e presentano sotto altro aspetto speciale importanza, poichè i precetti che vi si contengono sono vincolati con quelli della medicina umana, e perciò possono servire alia storia dell’ una e dell’altra, o a dimostrare che nell’ essenza non sono differenti, sia che all’ uomo, sia che ai bruti applicate; entrambe, per questo, poter meglio progredire qualora insieme faccian cammino, costituendo la Medicina comparata, divenuta oggidì patrimonio di celebri scienziati fedeli alia massima la quale stabiliva che non vi sono due fisiologie ne due medicine.
È possibile che da qualcuno si dimandi se l’opera vulgarizzata da Mosè da Palermo sia realmente quella che ora viene trascritta ? La risposta non puo essere che affermativa, poiche coi riscontro dei due testi si dimostra l’antica loro origine e la perfetta identità; d’altronde il latino fu ben conosciuto dal dottissimo Tiraboschi, il quale nel vol. 4. lib. 3 della storia della nostra letteratura, dopo aver fatto conoscere, che regnando Federico II in Sicilia si trasportarono dal greco e dall’ arabico in latino molte opere di Aristotile e di altri per uso singolarmente delle scuole d’Italia, aggiugne : inoltre in questa Estense Biblioteca conservasi manoscritta la traduzione di un’ opera attribuita ad Ippocrate intorno le malattie de’ cavalli, fatta sulla ver sion e arabica da Mose di Palermo : Explicit , come si legge a piedi dell’ ultima pagina, Hippocratis Liber de curationibus infirmitatum equorum quem translatavit de lingua arabica in latinam Magister Moyses de Palermo . [...] » Présentation de l’éditeur (1865)

« Versione latina e due volgarizzamenti italiani. » Patrizia Arquint et Mario Gennero (2019)

« The Trattati , possibly written originally in Sanskrit, are by an unknown author called in the Italian codes Ipocras d’India, who is thought to have lived at a later period than Hippocrates of Cos, to whom the work has been attributed, and Hippocrates mulomedicus, a contemporary of Absyrtus and one of the writers included in the collection known as the Hippiatrica. cf. p. XI-XVII. » Library of Congress